L’Assalto, 6 febbraio 1937

[Bologna, 2 febbraio 1937]

Respingiamo nettamente le due composizioni di […] e di Maioli, incanalate verso la morta gora di un futurismo ormai superato o verso la palude stigea dell’inconcludenza e della più verbosa vacuità […]

Corriere Emiliano, 9 febbraio 1937

[sulla II Mostra interprovinciale di musica contemporanea, Bologna, 2 febbraio 1937]

Le musiche offerte nell’interessante serata furono: Sonata in mi min. per violoncello e pianoforte di Augusto Marana Falconi; Divertimento per flauto e arpa di Adone Zecchi; Caricature per pianoforte di Bruno Rudan; Serenata per sette strumenti di Pietro Zara; Allegro per orchestra di Lucilio Nediani; Tre invenzioni e finale per piccola orchestra e pianoforte concertante di Nino Majoli.

[…] Fra gli altri lavori di maggior mole citiamo la Serenata di Zara e le Tre invenzioni e finale di Majoli. Zara è un giovanissimo musicista sul quale si possono fondare molte speranze […] avremo da lui lavori interessantissimi. Altrettanto si potrebbe dire di Majoli, sebbene del giovane musicista ravennate si preferisca un lavoro ispirato a Re Lear, presentato ai saggi del Liceo musicale di Bologna circa due anni fa. Dei quattro tempi che compongono il suo lavoro attuale noi preferiamo il primo e l’ultimo, malgrado il sapore leggermente respighiano – e segnatamente delle Feste romane – posseduto dal Finale […]

S.R., L’Avvenire d’Italia, 3 febbraio 1937

[sulla II Mostra interprovinciale di musica contemporanea, Bologna, 2 febbraio 1937]

Ieri sera si svolse il concerto-mostra dei compositori emiliani-romagnoli, sotto gli auspici del Sindacato interprovinciale musicisti e del GUF “Giacomo Venezian” di Bologna. Musiche di giovani compositori che dimostrarono tutti molta intelligenza e che misero in evidenza le tendenze e i gusti musicali di ciascuno […]

Infine […] e Nino Majoli (Tre invenzioni e finale per piccola orchestra e pianoforte concertante) diedero un saggio delle loro spiccate tendenze ultramoderne; musica piena di ingegno che si materia di preferenza di forme ritmiche piuttosto che di vera e sentita musicalità nel senso più comune, più tradizionale e più lirico: quello che dà il contenuto poetico, espressivo ed emotivo alla musica stessa. Potranno essere apprezzate queste tendenze, che rivelano il pieno possesso della tecnica della strumentazione; ma gustate… forse no! […]

Direttore ottimo Nino Majoli. Grandi applausi a tutti gli autori ed agli esecutori.

L’Assalto, aprile 1937

[sul Concerto d’inaugurazione del Complesso strumentale del GUF, Bologna, 2 aprile 1937]

Ottimi i solisti: la cantatrice Gianna Porpora e il violinista Sandro Materassi […] Entrambi furono applauditi a più riprese insieme al M° Nino Maioli, il quale ha diretto il concerto fondendo con accortezza i tredici elementi esecutori e attestando lodevole capacità nel miniare gli innumerevoli dettagli ritmici, fonici, strumentali che le musiche contenevano […]

L’Assalto, 17 aprile 1937

[sul Grande concerto del Complesso strumentale del GUF di Bologna, Imola, 13 aprile 1937]

Majoli nella Sonatina è piaciuto per la quadratura della composizione […]

Ga., Il Resto del Carlino, 3 aprile 1937

[sul Concerto d’inaugurazione del Complesso strumentale del GUF, Bologna, 2 aprile 1937]

Ieri sera si sono presentati tre maestri del GUF bolognese: Zara, Medici, Majoli; tre giovani che, pure colle loro diversissime sensibilità, hanno diritto non ad una pura e semplice segnalazione di cronaca, ma ad un vero e proprio riconoscimento del valore […]

Majoli ha presentato una composizione non di oggi. Tale, però, che pure sotto la sua tormentata ansia di ricerca, rivela un forte ingegno musicale. La sua Sonatina ne è una prova tangibile. Comunque, in questo concerto, con pensiero e sentimento pieno di generosità, ha voluto offrirsi più sotto l’aspetto di direttore che sotto quello di compositore: nobile atto di solidarietà e di collaborazione verso i suoi compagni. Io sono felice di accompagnarlo alla ribalta della notorietà come direttore d’orchestra; perché ha dimostrato di possedere le virtù, le risorse, la coscienza […]

L.O., Il Solco fascista, 8 aprile 1937

[sul Concerto del Complesso strumentale del GUF di Bologna, Reggio Emilia, 7 aprile 1937]

Non è facile trovare nei programmi soliti tutta una serata dedicata alla musica moderna, ed è ancor meno facile che il pubblico normale dei concerti da camera sia disposto benevolmente verso le purtroppo non sempre felici espressioni dell’arte musicale contemporanea. Ma ieri abbiamo respirato aria di successo in tutti i momenti della serata e gli applausi sono stati sempre sinceri e calorosi. Che finalmente il gusto del pubblico si sia deciso ad orientarsi verso mete nuove, avvertendo la necessità del rinnovamento dei valori estetici anche nel campo musicale?

Lo speriamo fermamente e a questa speranza ci induce il felicissimo esito di questo concerto. A onor del vero va detto subito come una notevole parte del successo sia dovuta al maestro Maioli ed agli esecutori. Questo del GUF di Bologna è un eccellente complesso istrumentale da camera: formato da elementi singolarmente preparatissimi, costituisce nell’insieme un organismo solidamente concatenato e nello stesso tempo pregevole e malleabile. Specie negli impasti timbrici e nella dosatura delle varie sonorità ha ottenuto effetti assai rimarchevoli, così da darci esatta dimostrazione dell’elevato grado della loro capacità artistica.

Come abbiamo detto gran parte del merito va al maestro Maioli, che ha intuite le possibilità specifiche del singolo ed ha saputo fonderle ed adattarle nell’insieme. Nelle sue mani il complesso è sembrato uno strumento solo che si esprimesse con voci diverse ma con un’anima sola […]

Una Sonatina per piccola orchestra da camera dello stesso direttore maestro Maioli e una Serenata per sette strumenti di Pietro Zara costituivano la parte centrale del programma. Della prima abbiamo assai gustato la freschezza dell’invenzione e l’intelligente impiego dello strumentale che hanno reso la composizione una pagina di ottima fattura e di sicuro effetto […]

F.P.P., San Marco, 14 aprile 1937

[sul Concerto sinfonico, Zara, 11 aprile 1937]

La Sonatina di Majoli invece, modernissima e di prima esecuzione, fu accolta alquanto freddamente, come era da prevedersi per musiche di questo genere, del tutto inusitate per il nostro pubblico. In ogni modo si tratta di un lavoro poco originale, poco ispirato, uno dei tantissimi svolti a base di dissonanze continuate senza che ne emerga alcuna genialità.

Libero Granchi, San Marco, 20 aprile 1937

[sul Concerto sinfonico, Zara, 11 aprile 1937]

Leggendo il San Marco di mercoledì scorso, ho constatato, con la più grande meraviglia, la feroce stroncatura che il critico musicale ha fatto alla Sonatina del compositore ravennate Maioli, presentata al pubblico nell’ultimo concerto orchestrale della Filarmonica […]

Il Maioli, dimostrando nella sua Sonatina di possedere al massimo grado i mezzi tecnici dei “modernissimi”, ha cercato di conciliare la forma tradizionale con lo spirito moderno. Ed è riuscito a costruire un’opera che, se non ha grandi pregi, tuttavia serve a mettere in evidenza un umorismo e una maniera di sviluppo tematico non priva di interesse, dando prova di serietà e di buon volere. E quando in un giovane ci sono queste due ultime qualità da me enunciate, accoppiate alla serietà degli studi fatti, è segno che la volontà è protesa “in avanti” ed è tutt’altro che degna di biasimo. Infine, se ho cercato di difendere il Maioli, è stato solo perché, non arrivando a comprenderlo attraverso l’esecuzione troppo ardua per la nostra volonterosa orchestra, mi sono dato la pena di prendere la partitura della Sonatina e studiarmela. Può l’egregio critico affermare di aver fatto altrettanto? […]